lunedì 30 giugno 2014

Look del giorno: carrè Hermès e Marcie di Clohè


Una bellissima borsa rubata dall'armadio di Francesca,  un top di seta a righe, i pantaloni strappati di Zara  e tra i capelli un carrè di di Hermès. Poche cose...quelle che preferisco!





 Top: Massimo Dutti
Jeans: Zara
Skarf: Hermès 
Bag: Cloè Marcie

sabato 28 giugno 2014

Olio Monoï di Hei Poa


Oggi vi voglio parlare del mio olio preferito. L'olio di Monoï dalle molteplici proprietà e dagli usi svariati: idratante, nutriente e levigante ideale per il corpo e per i capelli.

Sui capelli è buonissimo come impacco pre shampoo (ho provato anche l'olio di lino e l'olio di mandorle, ma questo mi piace di più) perchè li lascia morbidi e non crespi (non ha alcuna funzione districante i nodi ci sono sempre), mentre pochissime gocce sui capelli asciutti li rendono profumati e mi aiutano a tenerli in ordine quando mi faccio lo chignon con la ciambella di H&M.
Sul corpo risulta un olio secco di facile assorbimento anche sulla pelle asciutta, dalla profumazione delicata e molto estiva (il mio preferito è al Tiarè). Altamente idratante e nutriente. Provato dopo uno scrub è la "morte sua".

Personalmente ho provato solo quello della Hei Poa che mi ha stergata per il profumo, ma in commercio ne esistono altri Bio al 100% che voglio testare quanto prima.

INCI : cocos nucifera oil, parfum, gardenia tahitensis flower extract, tocopherol.

No allergeni, No Oli Minerali e no Parabeni.

Non proprio Bio ma in commercio esiste decisamente di peggio...



 


Il Monoï HEI POA, Denominazione di Origine, è un olio naturale di copra (polpa estratta dalla noce di Cocco) nella quale hanno macerato fiori freschi di Tiaré.
Le noci di cocco sono raccolte nelle piantagioni di cocco verdeggianti della Polinesia, sono selezionate e seccate al sole. I boccioli di fiori freschi di Tiaré sono colti all'alba e messi in macerazione nell'olio di cocco ottenuto con spremitura, 11 fiori per litro. Per alcuni giorni, i fiori di Tiaré distilleranno il loro aroma nell'olio fino a diventare il vero Monoï di Tahiti.
Questo procedimento di fabbricazione è stato regolamentato a Tahiti il 7 aprile 1988 e ha ottenuto il marchio AO "Denominazione di Origine" il 2 aprile 1992. Garantisce un prodotto di qualità, fabbricato nel rispetto della tradizione e dell'economia locale polinesiana.

Considerato come un olio sacro in Polinesia, il Monoï è utilizzato per idratare*, nutrire, riparare e proteggere la pelle e i capelli. Le sue proprietà cosmetiche e il suo profumo unico ne fanno un prodotto di cura, piacere e di naturale efficacia.
*Idratazione della pelle : il Monoï di Tahiti idrata gli strati superficiali dell'epidermide, li protegge contro le aggressioni esterne e migliora l'elasticità della pelle e del microrilievo cutaneo.
Riparazione capillare : il Monoï di Tahiti ripara e liscia la fibra capillare essicata e rovinata, lasciando la capigliatura morbida, brillante e facile da pettinare.

lunedì 23 giugno 2014

Bianco, blu e RockStud


 Un pomeriggio di pioggia che riporta subito le temperature ad un livello da "maglioncino". La scusa buona per mettere una sciarpa Zara dai colori del cielo, un paio di jeans strappati e loro, le scarpe perfette!





Shoes: Valentino
Jeans, skarf and bag: Zara

Photos by: Don't Call Me Fashion Blogger

sabato 21 giugno 2014

Insta - Notes



Perchè il tramonto riesce sempre a mettermi in pace con il mondo, perchè come dice il Biancogniglio "per sempre" a volte è "per un secondo", perchè un sabato mattina di frullati e di amiche è sempre il massimo, perchè ogni volta che guardo in sù vorrei trovare piante e fiori sui muri e perchè ogni volta che guardo in giù vorrei vedere il mare...

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giovedì 19 giugno 2014

Matrimonio in ordine sparso...quando le foto parlano da sole


Un matrimonio in cui i fiori freschi nei tuoi capelli sono perfetti con il tuo vestito
Un matrimonio in cui  i tacchi lasciano spazio alle Converse perchè, se per prendere il bouquet occorre saltare, tu devi essere pronta per farlo.  
Un matrimonio in cui i momenti migliori si fanno catturare dall'occhio esperto di Matteo 

Qui e Qui potete vedere la sua bellissima arte fotografica.












lunedì 16 giugno 2014

Storie di profumi

Perchè nulla ti riporta a luoghi, emozioni e ricordi come sentire all'improvviso nell'aria un profumo...

Una fragranza energizzante e dinamica. Si apre con accenti freschi e note speziate di pepe e noce moscata per evolvere in un cuore aromatico che unisce ginepro, cipresso e salvia officinale. Nel fondo le eleganti note di cedro di virginia.


Un profumo da fiaba che racchiude in sé lo spirito del bosco, la memoria degli oceani e la luminosità di una costellazione.

Un profumo di luce e di vita, generoso e frizzante, per lei e per lui. Un flacone illuminato dai riflessi verde e ocra delle rive del fiume Nilo. 
 
Un Jardin sur le Toit è una novella vivace e stimolante. Questa fragranza racconta un giardino segreto, nascosto nel cuore della città, a Parigi. Un giardino pensile, arroccato sul tetto del palazzo della maison Hermès, al 24 faubourg Saint-Honoré. Melo, pero, erbe selvatiche e magnolia nell'aria di Parigi creano questo profumo di luce e di piacere, croccante e allegro.

Una fragranza fruttata con note di testa di ribes nero e fresca mela verde
Con note di cuore di legno di cedro, gelsomino, muschio e legno di sandalo, la fragranza presenta un carattere intenso e sensuale
Muschio e vaniglia smorzano il profumo per un calore delicato
 
6- Light Blue Escape to Panarea -Dolce e Gabbana
La fragranza trasmette tutti i profumi dell’isola e la sua atmosfera attraverso accordi di pera e bergamotto rinfrescati da petali di gelsomino notturno e da un bouquet di fiori d’arancio, per terminare con una scia morbida e seducente di ambra grigia, fava tonka e muschio bianco

 

Carezza inattesa di cuoio fiorito. Mimosa, iris, tuberosa, rosa sarmentosa. Un profumo a fior di cuoio.
 

venerdì 13 giugno 2014

I templi di Paestum


Paestum è il secondo sito archeologico più maestoso e spettacolare del Mediterraneo (il primo è la Valle dei Templi di Agrigento). Fondata all’inizio del VII sec. a.C. da coloni greci che si erano già insediati a Sibari (Calabria Ionica), Poseidonia (da Poseidone, o Nettuno, dio del mare, al quale la città era stata dedicata) fu un importante centro commerciale del Tirreno.
Poseidonia venne conquistata dai Lucani attorno al 400 a.C. e successivamente dai Romani che nel 273 a.C. fondarono la colonia di Paestum, la cui struttura è ancora visibile nelle strade lastricate, in quello che resta di vari edifici e dell’anfiteatro.
Nell’887 Paestum venne distrutta dai Saraceni e cominciò la sua decadenza. Gli abitanti della costa si rifugiarono nell’interno per difendersi dalle incursioni straniere. I re normanni che dominarono l’Italia meridionale nel XI-XII sec. spogliarono i templi per costruire il Duomo di Salerno, mentre le rovine della città furono inghiottite dalle paludi fino all’inizio nel ‘900 quando iniziarono vaste campagne di scavi che hanno riportato alla luce l’intera città.